


In alto la Processione di San Rocco
a seguire i giganti "Mata e Grifone"
e gli spinati.
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Festa
di San Rocco a Palmi
Nell'estate palmese, che si svolge da luglio a settembre,
la ridente cittadina di Palmi (RC), ritrova se stessa con una manifestazione
di rilievo e di richiamo per i turisti e per i cittadini emigrati
che, ogni anno, sentono la nostalgia di un breve ritorno.
E tra queste feste è soprattutto quella del
16 agosto, dedicata a San
Rocco , a richiamare una moltitudine di fedeli profondamente
legati al Santo di Montpellier, il quale finì la sua vita
a Palmi nel 1327, per aver contratto la peste assistendo gli ammalati,
mentre durante la pestilenza del 1836 fece sentire la sua presenza
con numerosi miracoli.
La mattina del 16 la città è svegliata da un festoso
scampanio e dallo sparo dei mortaretti.
Preceduti dal Palio, grande stendardo con lo stemma civico, i giganti,
Mata e Grifone, che rappresentano i primi uomini, i primi abitatori
della Terra, iniziano per le vie della città un carosello
di danze al ritmo dei tamburi, scortati da un cavaliere, armato di
elmo e spada, che fa la spola tra i due fantocci di cartapesta, quasi
a voler carpire alcune loro frasi. In chiesa risaltano ai piedi dell'altare
gli ex-voto che riproducono in cera parti del corpo. Sono acquistati presso qualche artigiano locale da coloro che
sperano, per intercessione del Santo, nella guarigione di quelle
parti del corpo colpite da malattia. Ma i devoti che attirano maggiormente
l'attenzione per la drammaticità che emana dalla loro presenza
sono gli “spinati”: uomini e donne penitenti, che per grazia ricevuta
o da ricevere indossano, a dorso nudo, una cappa di arbusti spinosi
da loro stessi confezionata con i rami di una pianta chiamata “spalas”,
appartenente alla famiglia della ginestra. Qualche ora prima della
processione, che si svolge dal tramonto a notte fonda, gli “spinati” entrano in
chiesa, si genuflettono davanti alla statua del Santo e poi vanno
a disporsi in doppia fila in testa al corteo,
che spesso raggiunge la lunghezza di un km e si snoda per le vie
cittadine toccando i rioni dove sono ubicati il carcere
e l'ospedale, per benedire i sofferenti, poiché San Rocco
patì tanto la malattia quanto la reclusione.
Durante la processione, le spine trafiggono le carni, richiamando
la flagellazione di Cristo. Ciascuno a modo suo, dando spazio alla
propria creatività, si agita, si gira e volteggia, mentre
pifferi e zampogne, tamburi e grancasse accompagnano il ballo sfrenato,
coinvolgendo emotivamente tutti gli spettatori e dando luogo ad uno
spettacolo imponente e di grande effetto. A notte inoltrata i fuochi
di artificio chiudono la festa lasciando negli animi la speranza
di ritrovarsi l'anno successivo accomunati sempre dalla stessa manifestazione
di fede verso il Santo.
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